La formazione che svolgi in azienda è efficace?
3 dicembre 2019

La formazione efficace in azienda

La formazione efficace in azienda, un’eterna discussione che contrappone imprenditori, responsabili delle risorse umane e discenti sulle priorità da preferire nel momento in cui si vuole impostare un percorso di formazione professionale. 

Titolari e manager d’impresa sono spesso molto restii a offrire una formazione che non sia quella obbligatoria di legge. Il timore diffuso è quello di spendere troppo e male. Oltre a questo, gli stessi destinatari della formazione approcciano spesso all’attività d’aula con l’idea che si tratti di una cosa inutile.

 

Gli ostacoli

Perché? Come in tutti i settori, anche in quello della formazione ci sono attori capaci e attori meno capaci. Questi ultimi sono quelli che hanno imperversato per troppo tempo sul mercato e hanno lasciato l’immagine negativa della formazione. Ci sono poi da considerare le resistenze mentali che gli adulti hanno nei confronti dell’apprendimento. Rispetto al bambino l’adulto deve gestire la propria immagine di competenza, deve gestire la paura del giudizio. C’è una minore abitudine ed elasticità mentale dovuta alla specializzazione nel proprio ambito operativo e vedono tutto in relazione alla loro specifica pratica. Non manca poi una buona dose di pigrizia per taluni e di arroganza e supponenza per altri.

 

Cosa possono fare le aziende?

Il primo compito dell’azienda dunque è quello di ricercare un riferimento professionale adeguato. Questo non significa che il riferimento debba necessariamente il nome di fornisce la formazione. Ci sono tante realtà piccole che offrono elevata qualità. E’ importante seguirne l’attività di comunicazione e comprenderne i contenuti e le modalità proposte. Prima di avviare un vero e proprio piano formativo poi, è sempre consigliabile partire con una giornata unica, grazie alla quale si possono apprezzare direttamente doti di gestione dell’aula e dei contenuti.

 

Un secondo passaggio fondamentale è la definizione degli obiettivi che realisticamente possono essere raggiunti mediante la formazione e soprattutto condividerli con il formatore. Gli obiettivi devono essere coerenti con la linea generale che si tiene in azienda. Sottolineo questo passaggio perché molto spesso mi capita di trovarmi di fronte a richieste formative, soprattutto relativa alla responsabilità e all’etica che poi non trovano nel quotidiano dell’azienda una corrispondenza effettiva: non si può chiedere ai collaboratori un comportamento etico e poi agire e lasciare agire un comportamento contrario. Ogni strumento deve essere sviluppato teoricamente e applicato in modo assolutamente coerente se non si vogliono creare ulteriori problemi all’interno e all’esterno.

 

Terzo ostacolo alla formazione è l’esasperata concentrazione sulla produzione di documentazione (slide) da fornire ai partecipanti senza preoccuparsi al contrario della qualità di erogazione dell’aula. Per cercare di essere più chiari, troppo spesso mi accorgo della preoccupazione del committente di sentirsi a posto consegnando “carta” ai partecipanti, possibilmente voluminosa.

 

“Il cambiamento avviene quando anche un solo concetto passa in maniera forte nella mente di una persona.”

 

La cura dunque deve essere quella di accertarsi dell’aderenza di quanto fatto in aula al contesto e alle persone presenti e che ciò abbia stimolato ad una riflessione o ad una diversa azione.

 

La formazione aziendale con il taglio dell’etica, filtra i temi tradizionali come comunicazione – leadershipnegoziazione e marketing in modo da rendere comprensibile e possibile l’attivazione di comportamenti utili ala creazione di valore in azienda. Oggi più che mai è questo il fattore che può rendere distintiva una organizzazione di successo.

 

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