Il ruolo dei millennials nel lavoro
21 ottobre 2019

IL RUOLO DEI MILLENNIALS NEL LAVORO

 

Per ottenere migliori risultati nella gestione di qualcosa è necessario cercare di conoscerne il più possibile caratteristiche e meccanismi di funzionamento.

Le persone sono esseri particolarmente complessi la gestione dei quali comporta anni di approfondimenti e un continuo adeguamento alle rapide evoluzioni sociali che ne caratterizzano atteggiamenti e comportamenti.

 

Un occhio particolare a livello formativo lo stiamo ponendo proprio sulle difficoltà gestionali derivanti da generazioni molto diverse tra loro che si trovano a doversi confrontare nei luoghi di lavoro.

Il problema della relazione tra le generazioni è antico, ma negli ultimi 50 anni ha subito una vera e propria trasformazione: le divisioni non sono più legate ad un preciso lasso di tempo ma alla trasformazione tecnologica che caratterizza la vita dei nuovi nati. Prima degli anni ’50 la generazione si definiva in base ad un grande evento sociale; successivamente in base ad una trasformazione della tecnologia. Per essere più chiari si riporta la divisione proposta dal Pew Research Center:

 

  • The Silent Generation: i nati tra 1928 e 1945 (oggi hanno dai 74 ai 91 anni).
  • Baby Boomers: nati fra 1946 e 1964 (adesso hanno fra i 55 e i 73 anni).
  • Generation X: compresi fra 1965 e 1980 (dai 39 ai 54 anni nel 2019).
  • Millennials: tutti i nati tra il 1981 e il 1996 (23-38).
  • Post-Millennials o Generazione Z: i nati dal 1997 ad oggi che, quindi, non hanno più di 22 anni.

Una precisazione prima di procedere oltre è doverosa: parlare di generazione non può e non deve avere la pretesa di ricomprendere tutti i potenziali soggetti in modo assolutistico, ma fa riferimento a raccolte di di dati statistici che determinano una tendenza di fondo.

 

Chiarito questo aspetto, osservando la suddivisione si nota facilmente che le nuove forze lavoro appartengono ai Millennials e in parte alla Generazione Z. Chi è chiamato a gestire invece, proviene per lo più dalla generazione dei Baby Boomers. Cosa significa concretamente? Un abisso culturale ed esponenziale, di valori e di orientamenti.

 

Da qui le tante difficoltà nella gestione di gruppi di lavoro. Per gestire come detto, bisogna conoscere non solo i meccanismi di gestione, ma soprattutto le caratteristiche sociali dei gestiti. Chi sono e qual è il ruolo dei millennials nel lavoro? Qualche numero:

 

  • Età compresa tra 25 – 38 anni
  • 40% ha almeno un figlio
  • Il 35% possiede una casa

Sono nati in un’epoca in cui veniva magnificato ed esaltato il valore della libera espressione di sé e dei propri sogni. SI sono ritrovati in un mondo completamente opposto che li ha messi di fronte a situazioni di crisi come quella degli anni 2000, a fare i conti non con i sogni ma con la concretezza quotidiana dei risultati materiali.

 

Cresciuti con il falso mito del multitasking, sono spesso distratti e poco inclini a concludere quanto iniziato: Sono fortemente coinvolti dalla tecnologia e nelle attività dei social media, in particolare Facebook e Instagram. Sono spesso accusati di narcisismo, arroganza e superbia. L’immagine che hanno di sé invece è quale di essere ambiziosi, temerari e di credere in se stessi. Un pò disorientati dalla situazione in costante evoluzione, hanno bisogno di costante feedback e di riconoscimento, che gli è valsa come imputazione di narcisismo.

 

Giusto poi chiedersi qual è il ruolo dei millennials nel lavoro. Poiché hanno un forte bisogno di avere un maestro, un mentore o una guida, dato che in molti casi la famiglia li ha abituati ad interventi risolutori, la figura del loro manager deve avere una conformazione e delle competenze ben definite. Troppo spesso impazienti, vogliono tutto subito. Proprio per le esperienze fatte, abbracciano volentieri l’innovazione e le nuove tendenze. Si sentono cittadini del mondo e si sentono impegnati nell’abbattimento delle barriere sociali.

 

Ci sono sicuramente altri aspetti che qualificano il gruppo dei Millennials e il loro ruolo nel mondo del lavoro, ma ci sono già gli ingredienti sufficienti per comprendere quanto chi li gestisce debba avere una competenza di comunicazione e di leadership veramente etiche.